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Discorso bilancio

Discussion générale sur les lois de finance et de budget pour le triennat 2010/2012.

Il rituale dell'approvazione del bilancio ormai sta andando avanti da diverse ore, pertanto sarò molto breve.

Il totale delle risorse disponibili per il 2010 ammonta a 1.685.000.000 di euro, sostanzialmente invariato rispetto all'anno passato, nonostante la crisi economica e nonostante la riduzione della tassa di concessione della Casa da gioco, che rappresenta ormai una parte sempre più irrilevante rispetto a quello che rappresentava anni fa.

Anzi, sono aumentate di circa 10.000.000 le somme disponibili.

L'Assessore ieri sera, nell'illustrare la sua relazione, evidenziava - riferendosi all'analisi del titolo I (tributi propri) - l'elevato grado di indipendenza e di autonomia fiscale della Regione, mostrando il peso superiore all'80 per cento del capitolo I rispetto al totale.

Da un punto di vista contabile e formale non si può non essere d'accordo con l'Assessore, ma da un punto di vista sostanziale le cose stanno un po' diversamente.

Una parte delle entrate riportate correttamente in questo titolo di fatto però non sono collegate alla ricchezza prodotta nella nostra Regione e sono indipendenti dall'economia valdostana.

Mi riferisco principalmente ai 308.000.000 di quota sostitutiva di IVA da importazione, questa somma cosiddetta "blindata" la si può guardare in tanti modi, come compensazione, come perequazione nella prospettiva di un futuro federalismo fiscale, ma comunque la si guardi non dipende dalla capacità di creare ricchezza della nostra regione.

Questo per sottolineare una situazione finanziaria particolarmente favorevole, che dagli anni '80 e ancor più dagli anni '90 ad oggi ha caratterizzato il bilancio della nostra Regione, favorevole ed eccezionale, nella quale ormai ci troviamo da diversi decenni.

Bisognerebbe esserne maggiormente consapevoli quando si gestisce un bilancio di tale portata, utilizzando queste eccezionali risorse a disposizione per consolidare e rendere strutturale il benessere che si è acquisito in questi anni. Insomma, bisognerebbe guardare più al futuro e immaginare come mantenere almeno la situazione attuale.

Il 2010 sarà il primo anno di una nuova era, così diceva sempre l'Assessore ieri sera, al momento della relazione, ma - almeno dallo strumento finanziario a disposizione - non si intravedono grandi novità rispetto ai bilanci degli anni passati.

La presenza massiccia dell'amministrazione nella società, direttamente o indirettamente, è confermata, e non sembra in nessun modo essere messa in discussione.

Una presenza che si concretizza innanzitutto in un controllo ormai quasi fine a sé stesso, un'ordinaria amministrazione del controllo burocratico della società, con degli effetti facilmente immaginabili da tutti i punti di vista, economico, culturale politico eccetera. Contemporaneamente si nota anche un abbandono di quella che dovrebbe essere la funzione di governo di una regione, immaginare il futuro ed indirizzare le attività in quel senso.

Questo bilancio non immagina il futuro della Valle, anzi, le poche risposte che dà guardano soprattutto al passato con strumenti e soluzioni da anni '90, di 20 anni fa; il contributo come risposta principale in tutti i casi, per il rallentamento dell'economia e per qualunque altra situazione, al limite il cemento come soluzione alternativa: soluzioni facili e redditizie, sia politicamente che elettoralmente, ma solo nel breve periodo, perché nel lungo periodo sono estremamente pericolose e dannose. Esempi che confermano questa tendenza nel guardare al passato, i pochi investimenti nell'ambiente; come si dice spesso, la principale ricchezza della nostra regione è rappresentata dall'ambiente, lo diceva bene stamani il nostro Capogruppo: un'autentica crescita per la nostra regione non può che essere realizzata agganciandosi alla locomotiva dello sviluppo sostenibile verso una vera e propria green economy, indispensabile per dare continuità e successo alle iniziative.

Proprio in questo settore invece ci si è limitati a creare una nuova struttura, una nuova burocrazia, un nuovo Assessore e un nuovo Assessorato, rispondendo più a delle esigenze di equilibri politici e al massimo ad un'operazione di immagine, che a un vero investimento per il futuro della Valle d'Aosta. Questo Assessorato, un Assessorato Cenerentola o un ottavo nano, così impostato è costoso e inutile e conferma il guardare soprattutto al passato.

È francamente difficile intravvedere una nuova era, una seconda autonomia, come diceva il Capogruppo di Fédération.

Un vero cambiamento, a mio avviso, ci sarà solo quando si inizierà a lavorare per una Valle d'Aosta più responsabile e più libera e soprattutto quando si metteranno i valdostani nelle condizioni di essere cittadini veramente liberi e responsabili, realizzando un po' quello che è il fine ultimo del federalismo personalista e globale di Alexandre Marc, un uomo libero e responsabile; ma non sembra evidentemente la strada che stiamo percorrendo in questi anni.

Alberto Bertin